venerdì 7 agosto 2020
03.01.2012 - VIVIANA SPADA

Una "celebrità" al giorno: Felix Dahn

Il 3 gennaio 1912 muore a Breslavia, Polonia, Felix Dahn, giurista, storico e romanziere tedesco nato ad Amburgo, Germania, nel 1834.

Professore di diritto nelle università di Würzburg (1863), Könisberg (1872) e Breslavia (1888), egli fu autore di notevoli opere nei campi del diritto, della filosofia del diritto, della storia, dell'erudizione (Die Könige der Germanen, 12 voll., 1861-1909; Vernunft im Recht. Grundlagen der Rechtsphilosophie, 1879; Urgeschichte der germanischen und romanischen Völker, 4 voll., 1881-89, trad. it. 1900-06; la raccolta Bausteine. Gesammelte kleine Schriften, 6 voll., 1879-84). Ma è soprattutto noto per i suoi romanzi, tipici esempi del cosiddetto Professorenroman ("romanzo di professore"), ispirati alla storia dei popoli germanici (Ein Kamf um Rom, 4 voll., 1876, sulla fine del regno degli Ostrogoti in Italia), all'epoca delle migrazioni dei popoli (Attila, Die Bataver, Bissula, Chlodovech, Ebroin, Felicitas, Fredigundis, ecc., poi raccolti in Kleine Romane aus der Völkerwanderung, 13 voll., 1883-1901), alle saghe nordiche (Odhin's Trost, 1880; Walhall, 1884, Sigwait und Sigridh, 1899, ecc.). Fu anche poeta (Zwölf Balladen, 1875; Balladen und Lieder, 1878).

Nelle sue Erinnerungen (4 voll., 1890-95) ha trasmesso un suggestivo quadro della vita culturale della sua epoca.


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