martedì 27 ottobre 2020
11.01.2012 - Alessandro Giacobbe

Benzina meno cara in Francia, dove sono le nostre realtà politiche provinciali?

Una riflessione in merito all'intervento dell'assessore del comune di Camporosso Gianpiero Alberti che ha scritto a Mario Monti per denunciare il prezzo alle stelle della benzina in Italia e la convenienza a rifornirsi nella vicina Francia.

Un intervento isolato. Purtroppo. Non supportato dalle realtà politiche espresse dalla Provincia di Imperia e da parte della vicina Provincia di Savona. L'assessore di Camporosso Alberti scrive al presidente del consiglio (volutamente minuscolo), fin troppo noto ormai, facendo presente che il costo dei carburanti in Francia è concorrenziale rispetto alla vicina Italia. Inoltre sostiene che la pratica di andare a fare rifornimento in Francia si traduce in una possibilità di ulteriore spesa nei vicini supermercati d'oltralpe, tutti dotati di pompa di benzina autonoma (come al Leclerc di Arma di Taggia peraltro), proprietari della stessa e quindi molto vantaggiosa. Gli esercenti della Provincia di Imperia, non solo i distributori di benzina, ne soffrono danni. Se poi si aggiunge la ciliegina sulla torta di ulteriori vessazioni fiscali ai lavoratori frontalieri, che portano in Italia, dove risiedono, denaro e beni proficui alla patria. Ha un senso allora parlare di patria. Ma quale ? L'Europa che non si è fatta, visto che le disparità sono in questo caso evidenti, nell'ambito in cui tutti sono più sensibili, le proprie tasche ? E mentre i petrolieri e gestori italiani si interrogano su questa situazione, che si presenta in tutte le aree di confine, come ad esempio con quelle prossime alla Svizzera, ci si domanda se non sarebbe possibile uno scarto consapevole di questo nostro territorio. Altro che provincia di Imperia “ente di secondo livello...”. Semmai provincia autonoma, allargata al similare territorio ingauno, capace di avere un'autonomia fiscale e un dialogo veritiero e non succube né di Genova né della realtà numericamente ed economicamente importante di Francia e Principato di Monaco. In primo luogo una questione di dignità locale, che i nostri rappresentanti locali in seno a tanti organismi regionali o di Stato non riescono ancora a fare propria. Si deve muovere un Assessore (questa volta sì, maiuscolo) di un piccolo centro provinciale per fare aprire gli occhi ? Secondo voi a Roma leggeranno questa lettera ? Ci sarà una risposta... possiamo credere anche quale sia... caro Alberti, se ci sarà una risposta, la renda nota, così potremo ancora dare battaglia, almeno a parole, fino a quando qualcuno non si stancherà davvero.


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