mercoledì 22 gennaio 2020
06.05.2012 - ALESSANDRO GIACOBBE

Rugby: le girls imperiesi alle finali nazionali "seven"

Lo sport ad Imperia è donna. Proseguirà a lungo la festa per la vittoria delle ragazze della Mediterranea oltre gli Urali in coppa Len. Il rugby femminile, peraltro, sta diventando una punta di diamante della realtà sportiva imperiese. Le “wonderful black girls” di La Macchia e D’Occhio hanno partecipato alle finali nazionali della Coppa Italia Femminile a 7, Girone Elite, domenica 29 aprile. I campi erano quelli splendidi, di Casale sul Sile, nel trevigiano. In uno dei bacini più fertili del rugby italico le imperiesi hanno dato filo da  torcere, anche di fronte ad avversarie molto più esperte e blasonate.

Come dice un adagio baiocco, hanno alzato il loro albero “con le braccia e con il cuore”. Dopo la lunga trasferta, Imperia Rugby si è trovata di fronte le prime due classificate dei sette gironi nazionali. Le squadre partecipanti erano 13, mancava solo una sarda. Il parterre di tutto rispetto: L’Aquila, Casale, Jesolo, Modena, Livorno, Mantova, Parabiago e via dicendo… nomi che significano subito rugby. Come al solito Imperia capita nel girone di ferro, con una squadra in più.

Le partite sono disputate a due tempi di cinque minuti. In pratica un tempo unico di dieci. Fulminea velocità e decisione appaiono necessari. Contro una delle favorite, Casale sul Sile, Imperia perde subito di sei mete. In tempo di far passare dieci minuti e torna in campo contro la seconda classificata lombarda, il Parabiago. Qui la resistenza è serrata. Dove c’è sostegno, si va avanti, dove non arriva, si subisce. Le ragazze imperiesi giocano con il cuore, attaccano l’avversario diretto, ma spesso lasciano qualche spazio. È lì, come riferisce l’head coach Francesco La Macchia, che si aprono le falle. Però contro le lombarde si subiscono tre mete, ma una viene segnata, con azione personale da una Giulia Marino che si è presentata molto carica e concreta.

Neanche il tempo di rifiatare ed ecco Modena, altra favorita della vigilia. Però le padane riescono a segnare solo due mete. Si è ormai in piena trincea. I cambi sono importanti ed Imperia ha ragazze nel complesso molto giovani, anche se desiderose di confrontarsi. Dopo dieci minuti ecco il riscatto: le vittime designate di Salerno vengono travolte con quattro mete. Le imperiesi giocano bene. La Di Stefano si impone con una bella azione corale. Il sogno di ogni allenatore. Inizia lei l’azione da una touche e poi dalla Bousquet si passa al raddoppio della Giulia Marino che fissa ed impegna due avversarie aprendo ancora la strada alla Di Stefano che va in meta. Tutto sempre in velocità. Giulia Marino si ripete con una azione originata da un calcio libero e un’azione personale. Poi c’è gloria per una sempre coriacea Giorgia Melcarne.

Una ball carrier di qualità e sostanza per tutto il campionato, in questo caso supportata dall’azione martellante della Gurzì e da un’apertura di Martina La Macchia. Infine ancora la Marino sugli scudi, in questo caso ben supportata dalla squadra con Martina La Macchia che dà inizio ad un’azione veloce cui partecipa Arianna Di Stefano. Arianna, velocissima, assorbe due giocatrici avversarie e lancia Giulia Marino ormai incontrollabile.  Nulla da fare contro Perugia, seconda del forte raggruppamento dell’Italia centrale ed alla fine ultimo sforzo titanico di fronte alle sarde di Capoterra, cui si cede per una sola meta. Segna due volte Giulia Marino, ma non basta. Però si prende il punto di bonus. Soddisfazione comunque per il modo con cui arrivano le segnature, frutto di azioni entusiasmanti.

La prima con salto di giocatore sul passaggio della Di Stefano e un raddoppio di Giulia Marino che cambia linea di corsa. Sempre Giulia wonder evita i placcaggi delle dure avversarie sarde nella seconda meta correndo per trenta metri con devastante costanza. Così Imperia chiude undicesima. In fondo un risultato valido, considerando che era già un obbiettivo arrivare alle finali delle prime della classe. Si pensi che nell’altro girone il Torino viene triturato dall’Aquila. E Torino ha vinto tutte le partite nel girone del Nord-Ovest. Ne ha perso una sola. Contro l’Imperia. Questo basta. Alla fine le torelle saranno quarte. Magari con l’incubo delle frecce imperiesi ancora nella mente. Ci si ferma ad osservare le finali. Non si finisce mai di imparare. E si vede una gran semifinale tra Modena e L’Aquila.

L’Aquila vince e vincerà anche una durissima e tesa partita di finale contro le padrone di casa. Le “guerriere”, così sono dette le giocatrici abruzzesi, riportano a casa il titolo. Onore a tutte quelle che si sono presentate e che hanno reso omaggio allo sport. E una bella, grande esperienza per Imperia Rugby, che ora progetta per il futuro. Il 3 giugno c’è la grande kermesse del raduno giovanile regionale. Imperia caput rugby.

 

 

 

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